[Le Machin-Truc]
qui ci sono tutte le cose che risultavano troppo lunghe per essere pubblicate su casaruben....una occasione per ...
 





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venerdì, marzo 09

INLAND EMPIRE, il cinema e l'arte del presagio

"Se è uno shock che cerchi, prova a guardarti allo specchio"

E' una frase pronunciata da uno dei protagonisti del film nel film di INLAND EMPIRE, ultima opera di David Lynch. La situazione non è certo da scena madre, anzi. E' una scena di contesto, durante uno show televisivo, la presentatrice fa delle illazioni su quello che potrebbe succedere tra i due attori sul set, alludendo ad un adulterio. Lui le risponde come sopra. Eppure non mi sorprenderei se questo potesse essere un punto, come un altro qualsiasi nei film di Lynch, da cui partire.
Il tema del presagio è costante nel film. Il remake che si apprestano  girare è un film maledetto. E tutta la narrazione è una proiezione profetica nel futuro. Mi avventuro oltre. La stessa de-strutturazione dell'impianto filmico fa parte di una posizione critica sull'atto della visione cinematografica, del guardare. E del guardarsi. Ovvero mettere in gioco la prevedibilità e la costruzione sintattica del senso su cui si basa il nostro voler credere a quello che vediamo al cinema.
Ancora di più, l'evidenza di questo punto di vista, si ottiene attraverso l'analisi dell'auto-immaginazione dell'uomo. O meglio della donna. L'atto di immaginarsi in un ruolo altrui, di immedesimersi in una storia di cui si conosce il finale, di rivedersi sullo schermo riconoscendo i propri gesti in quelli di un'altra impersonazione. Il guardarsi allo specchio.
Il cinema di Lynch si inserisce in quel lasso, quel vuoto d'aria dell'immaginazione, in cui si produce quella discrasia, lo shock appunto, ineliminabile tra l'attesa e la constatazione, tra quello che ci aspettiamo di vedere e quello che effettivamente vediamo, ovvero tra quello che vogliamo vedere e come questo influisce sulla nostra percezione del reale.
In una delle scene cruciali, Laura Dern, finita di girare, appunto, la scena madre del film nel film, presegue in una sorta di trance fino ad uno schermo in un teatro vuoto, in cui si rivede lei in alcune delle scene appena girate. Lì sembra cogliere la propria missione. Il cinema è la magia del presagio. La conclusione è insita nell'atto e in esso si rivela artificiosamente. Ed è proprio su quest'artificio che Lynch sguazza. La visione, in Lynch, è rivelazione disvelata. La stessa idea di una maledizione che ammanta una sceneggiatura che viene da una leggenda dell'est europeo, fatta di oscuri corcensi, fantasmi, magia, ipnosi e omicidi, necessita della realizzzione filmica affinchè la maledizione sia estinta, trovi compimento.
In questo la centralità della feminilità è lampante. Strega e fata così come puttana e star. Marciapiede e palcoscenico come due faccie della stessa medaglia, la sessualità femminile come una complicità di genere. La donna, circondata da un coro di donne, è generatrice di vita e di morte, ma anche unica testimone, depositaria di uno sguardo che verrebbe da dire "puro". Il mito della donna-oggetto ne esce completamente stravolto.
Ci sarebbero decine di sottotemi e simbologie da analizzare in questo film, dalla morbosità lynchiana, alla simbologia degli animali, fino alla mirabile concettualizzazione dello spazio (la casa, come luogo di protezione fittizio, tra il set e la realtà, e insieme regno della donna di cui sopra, protesi del grembo). Ma a colpirmi è stato soprattutto questo voler giocare con lo spettatore. Non solo de-strutturando l'impianto classico del noir o del film fantastico, ma fornendo anche degli strumenti sinestetici, sfiorando l'arte dell'installazione, dalla fotografia alla musica, fino all'uso delle luci, dei colori e del digitale, cercando al di fuori della sintassi o della trama degli spiragli di contatto con la percezione dello spettatore su altri livelli.
Un film devastante, davvero. Uno shock.

postato da: il_vile | 09/03/2007 03:45 | commenti

martedì, marzo 06

postato da: il_vile | 06/03/2007 11:15 | commenti

giovedì, febbraio 01


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postato da: il_vile | 01/02/2007 15:59 | commenti (1)

venerdì, dicembre 29

Classifica album 2006

TOP 25 (e top 50 nei commenti)


   

25.

Ursula Rucker - Ma'at Mama

Seducente e ammaliante. Vere grida di dolore e di denuncia sussurrate, spiegate, didascalicamente declamate su carezzevoli lembi di velluto soul.






24.

Bruce Springsteen - We Shall Overcome

Mai stato fan del boss. E neanche poi tanto fervente passatista. Quindi una bellezza di disco che scorre limpidamente e, senza guardarsi troppo attorno, brilla di sorpresa e luce propria.





23.

Gnarls Barkley - St. Elsewhere


Si, se ne sentiva la mancanza di un disco così. Antichissimo e moderno allo stesso tempo. Colorato e denso. Raggiunge un buon equilibrio di sfumature, mantenendo l'appeal del disco d'impatto.





22.

Cat Power - The Greates
t

Tuttaltro che la copertina. Dovrebbe bastare. Ma aggiungo con l'avviso di non sottovalutare questo disco, suonato con maestria con tenui trame tra cui infilare le dita.





21.

Tom Yorke - The Eraser

Certo, sa di sfogo. Si sente. Ma con classe. Tra l'elettronica e la sua voce da folletto incendiato, si avverte, tra le righe, un inaspettato calore. Accogliente, nonostante tutto. E magico, ovviamente.





20.

Matt Elliott - Fallig Songs

Dopo la sbronza la caduta. Inciampando, sempre sul punto del tracollo. Come alla ricerca disperta di nuovi spigoli. Canzoni disperate, strascicate e fumose. Facendo finta di essere ancora in piedi.






19.

The Flaming Lips - At War With the Mystics

E' un Circo, ormai. Un caleidoscopio di invenzioni di puro pop. Esplosioni di qualcosiasi cosa di colorato e appicicoso che vi venga in mente. Qualcosa che vien voglia di mettersi in bocca.






18.

Micecars - I'm The Creature


L'attesa premiata. Un disco che affonda ogni pretesa, con soluzioni ardimentose e geniali, ma, a loro modo, soavi. Pure grezzi, quando serve. Insomma attesa premiata di lusso!







17.

Morrissey - Ringleader of the Tormentors

Mr MiSparoLePose ha fatto un disco davvero di gran classe. Le sue linee melodiche non soffrono il tempo. Riesce a condire un approccio ormai classico con stoccate di vezzi e gemme di un lirismo sfuggente.






16.

Built To Spill - You In Reverse

Hanno fatto il discone. L'ennesimo, direi. Ma questo, per fiducia nei propri mezzi e progetto artistico spicca in una produzione sempre molto più che valida. In grandissima forma, resa e scrittura.






15.

Sparklehorse - Dreamt for Light Years in the Belly of a Mountain

Beh. Io a Linkous gli voglio troppo bene. Arrivo a dire addirittura che i pezzi con Dangermouse sono i migliori del disco.... Un gusto particolarissimo per melodie lievi e sofisticate. Un carillon di pelle e carne.






14.

Mojave 3 - Puzzles Of You


La versione rockenrolle dei capolavori dei primi Belle&Sebastian. La virata pop riesce in modo naturalissimo. Disco passato sotto silenzio, mi pare: un delitto, lasciarsi scappare questa delizia autentica.






13.

Oneida - Happy New Year


Felice anno nuovo, si! Robusto, marziano e marziale. Compatto e insieme deflagrante. Quando Kyuss e kraftwerk si prendono a capocciate. Solido e innovativo.







12.

Yeah Yeah Yeahs - Show Your Bones

Migliore...peggiore...del precedente? che importa?! Sono rimasto assolutamente sedotto dalla facilità con cui il rock possa ancora essere al contempo sporco e sbrilluccicante, ruvido e lucido, sincero e compiaciuto.






11.

Ramona Cordova - The Boy Who Floated Freely

I
ntensissimo. Queso ragazzo erige una cattedrale di sterpi, in cui si insinua e spadroneggia la sua voce, come un fischio di vento che la attraversa.







10.

Vinicio Capossela - Ovunque Proteggi









09.

Blood Brothers - Young Machetes

Ideale colonna sonora del film con Sotto il Segno dello Scorpione, dei Taviani, con Gianmaria Volontè. Ma chi non conosce il film si faccia bastare il "dancehall da clinica psichatrica" di Carlo Bordone sul Mucchio.







08.

Non Voglio Che Clara - s/t

Rinasce il gusto per la canzone all'italiana. Raffinatissimo recupero di un'alchimia perduta tra arrangiamenti sofisticati e armoniosi, con testi capaci di un lirismo fatto di semplicità e immagini. Li amo.







07.

Tv On The Radio - Return To The Cookie Mountain


Sembra non affondare. E invece i graffi e le ammaccature della superficie è possibile distinguere trame imperscrutabili. Gospel da acciaieria a pieno regime.







06.

The Decemberists - The Crane Wife










05.

Supersystem - A Million Microphones









04.

Bonnie 'Prince' Billy - The Letting Go









03.

Liars - Drum's Not Dead









02.

Riccardo Sinigallia - Incontri a Metà Strada









01.

Joanna Newsom - Ys














postato da: il_vile | 29/12/2006 10:55 | commenti (4)

martedì, settembre 26

UAU!

E' nato Sporco Impossibile!


Sembra davvero una cosa interessante e innovativa. Era ora!






(ok ok...la smetto...)
http://www.mediafire.com/?6iirs27xwsd

postato da: il_vile | 26/09/2006 11:34 | commenti

mercoledì, luglio 12

MTV in Fiamma : più Piva per tutti?


L'idea che sta dietro ai Fiamma Fumana è quella delle radici verso il futuro, di una memoria che viene incontro, che si sposa con i linguaggi della modernità. Come la tradizione può essere cool, oggi.

Le radici e la rete, sembrano germinazioni di una stessa ramificazione, il cui cuore è la voglia di esprimersi e raccontare.

MTV, volenti o nolenti, è uno degli ambienti dove questi linguaggi prendono vita, sfondo e ambiente. Eppure risente delle idiosincrasie degli obsoleti broadcast, che si muovono guardandosi troppo intorno, stando dietro a troppe logiche.

Se questi due mondi non riescono ad incontrarsi, dove stanno le ragnatele? tradizione o MTV? Si può reinventare una tradizione senza bucare lo schermo?

I Fiamma Fumana, allora, ci provano, e chiamano a raccolta tutti quelli che son curiosi di vedere quello che si riesce a fare: più linguaggi e meno ingranaggi.
 
Percui, bando alle ciance,
si vota questo video dei Fiamma col Lorenzone nazionale

e si vota sulle pagine del sito MTV dedicate alla trasmissione TRL, che ha già manifestato interesse verso il fenomeno.

Proviamo?

                                                                


postato da: il_vile | 12/07/2006 01:13 | commenti (10)

martedì, maggio 02

postato da: il_vile | 02/05/2006 20:44 | commenti (3)

mercoledì, marzo 29

COMUNICATO ONLINE

(da leggere perchè si capisca che ci tengo ad essere in questi spazi senza essere invadente)


Nasce dalla rete una grande occasione per la musica ...

...........e alla rete, nella persona di ciascuno di voi, ritorna


[ SOSPESOA ]


Sospesoa è......Andrea


In realtà in questo periodo sospesoa è soprattutto un progetto che ha coinvolto tante persone e ha dischiuso entusiasmi sopiti grazie all'opportunità che è oggetto di questa comunicazione.


Se arrivate alla fine, scoprirete per voi un' occasione e un ruolo di responsabilità, che ci offriamo reciprocamente:


Quest’anno, eccezionalmente, l’etichetta SonyBmg, uno dei partner del master in ‘Management, Marketing e Comunicazione della Musica’ che si svolge presso l’Università La Sapienza' di Roma, prenderà in considerazione i progetti sviluppati all’interno di uno dei laboratori del corso -coordinato da Vincent Messina in collaborazione con RadioRai DEMO- al fine di premiare il più riuscito con la distribuzione del cd. Lo stato dei lavori è avanzato e al momento noi, il gruppo di studenti che appoggia sospesoa, cerchiamo di fantasticare ad occhi ben aperti pensando a come valorizzarne la provenienza e il percorso umano ed artistico, come valore aggiunto del suo “prodotto”.


Ma è soprattuto la musica di Andrea che ci ha portato fino a qui.

Conquistando tutti grazie al suo prezioso dono di una leggerezza disarmante, mai banale, per chi è disposto ad entrare nel suo mondo. A questo scopo internet e il mondo dei blog si è rivelato un canale prezioso per seguire l'emergere del progetto e il suo alzare la testa.

C'è bouganville.splinder.com, ovvero il diario giornaliero (o quasi) dell'impresa della registrazione di questo singolo a tre tracce, Nott'Andrea , che sarà il prossimo biglietto da visita per il grande pubblico.

Intanto il materiale attualmente ascoltabile è invece su MySpace.


Mi rendo conto che avventurarmi in questi spazi così smaliziati e, insieme, regolati da codici impliciti di correttezza potrebbe passare come mero opportunismo promozionale. Ma il punto è esattamente quello di coinvolgere il mondo della rete e in particolare gli appassionati di musica che lo vivono in un processo di legittimazione, ad alti livelli, di internet come ambito della fruizione musicale.


Per la precisione:


Se, e ribadiamo un enorme SE, sospesoa dovesse in effetti risultare il prescelto lo sarebbe anche in base alla seguente iniziativa che deve però riscontrare curiosità da subito.

Dunque noi, come sospesoa e come piccolo staff che ci occupiamo del suo lancio e della sua credibilità sul mercato, offriamo a tutti i blog e le webzine online che ne facessero richiesta SIN DA ORA a questo indirizzo di posta sospesoa@hotmail.com la garanzia di avere in ANTEPRIMA (non esclusiva), rispetto ai media tradizionali, tutti i contenuti speciali di promozione di quello che (non si sa mai, chi può dirlo) potrebbe diventare un successo.

  • video in streaming

  • annunci di iniziative particolari

  • date dei tour

  • interviste e altri contenuti in podcasting

    Il lancio del singolo è previsto per maggio.

Con un gesto minuscolo che non vi costa nulla (privacy garantitissima), investite nell'affermazione del ruolo di internet e dei blog per un prodotto destinato al grande pubblico.

Creare una rete solida e credibile di contenuti intorno ad un artista in cui una major crede, sarebbe un importante passo per avvicinare due mondi la cui distanza ha creato già fin troppe idiosincrasie.


Vi invito dunque a non esitare a chiedere chiarimenti ulteriori visto il poco spazio in cui sarebbe da raccontare una piccola, grande, storia.

Che cresce con voi.


Vi ringraziamo per la paziente attenzione:


Lo Staff di sospesoa........e lui medesimo.

postato da: il_vile | 29/03/2006 10:47 | commenti (1)

lunedì, gennaio 02

1]        Eels - Blinking Lights And Others Revelations

Molto semplicemente: non credo ci sia nessuno al mondo capace di mettere in fila in un solo disco 33 gemme del miglior pop in circolazione, tutte indistintamente di una bellezza non meno che sbalorditiva. Nessuno a parte Mr E, naturalmente. Summa definitiva della sua arte, accarezza il cuore con un piumino fucsia.


2]     Low - The Great Destroyer

Lasciata cadere la zavorra della pesantezza tipica del loro suono, i Low si stiracchiano i muscoli e le ossa. Mani dietro la nuca e sguardo in su. La semplicità è una nuvola di un vapore acido e corrosivo.

3]      Ardecore - s/t

Da romano sento queste canzoni ben più sotto della pelle. Le sento vive. Attraverso queste canzoni ho provato la sensazione di riappropriarmi di aspetti che riguardano la mia identità. Ancora rido e ancora piango. E non credo smetterò. Necessario.

4]          Antony & The Johnsons - I Am A Bird Now

Una voce struggente. Una tenuta emotiva di livello altissimo per tutto il disco. Il pericolo del formarsi di nuovi clichè, di uno stilema, aggirato con classe, con composizioni splendide ed esecuzioni intensissime. Rielaborazione estetizzante e "bianca" del soul più dolente.

5]      Animal Collective - Feels

Non so perchè non sono in testa. Davvero. Gli Animal Collective mi hanno conquistato con un suono nuovo, freschissimo ed eccitante. Sperimentale come al solito. Storto e dissonante, ma perennemente in cerca di nuovi equilibri. Piccole sinfonie post-moderne. Un Brian Wilson decomposto e ricomposto migliaia di volte. Masticato e sputato.

6]               Sleater-Kinney - The Woods

Che legnata! Tre ragazze impertinenti suonano il miglior rock di questi anni. Potenti, grinta e amore, ammiccanti e travolgenti, senza perdere un minimo di grazia. Buttatevi nella mischia. Un disco spettacolare. E la mano di Dave Friedman è santa.

7]           Perturbazione - Canzoni Allo Specchio

Nessuno più di loro in Italia cerca una mediazione il più possibile sfuocata tra la tradizione italiana, melodia e semplicità, e un rock evoluto e sofisticato. Senza i picchi di In Circolo ma lo preferisco per una qualità media altissima. Una ricognizione in musica della fragilità umana, per raccontarla a tutti.

8]      Okkervil River - Black Sheep Boy

Disco più immediato e diretto dei precedenti. Tra canzoni sghembe e deliranti, ballate sofferte e accenti melodrammatici, ci si muove su geiser vaporosi, scintille e bolle che esplodono, annichiliti dallo spettacolo dell'esperienza in sè. Per me un amore molto personale che ho imparato a capire e spiegare col tempo.

9]      Shannon Wright / Yann Tiersen - s/t

Accoppiata stramba ma assolutamente perfetta. Tiersen tesse le sue trame dolcissime e sentimentali tra le ragnatele appiccicose della Wright, donandole quel tono teatrale e quei colori di cui aveva bisogno per non rimanere troppo asciutta.

10]      Oneida - The Wedding

Tornano a livelli ottimi. Tra citazioni passatiste, dal suono stoner vetero-settantesco a modulazioni kraftwerkiane, con violini impiegati in modo fantasioso e funzionale, un album in cui è un piacere seguirli nelle loro elucubrazioni colte.

11] Bloc Party - Silent Alarm
12] Franz Ferdinand - You Could Have It So Much Better
13] Afterhours - Ballate Per Piccole Iene
14] Arab Strap - The Last Romance
15] Amari - Grand Master Mogol
16] Roisin Murphy - Ruby Blue
17] Bonnie Prince Billy & Matt Sweeny - Superwolf
18] Madrugada - The Deep End
19] Marlene Kuntz - Bianco Sporco
20] 13 & God - s/t

21] Sage Francis - A Healty Disguist
22] Maisie - Morte a 33 Giri
23] Devendra Banhart - Cripple Crow
24] Yann Tiersen - Les Retrouvelles
25] Trovesi/Coscia - Round About Weil
26] Andrew Bird - Andrew Bird & Misterious Production Of Eggs
27] Stephen Malkmus - Face The Truth
28] National - Alligator
29] Spoon - Gimme Fiction
30] Micah P. Hinson - Micah P. Hinson and The Gospel of Progress

postato da: il_vile | 02/01/2006 13:01 | commenti (7)

sabato, dicembre 31

a History Of Violence.

Il lynchiaggio di Cronenberg.

Ok. Col passare delle ore qualcosa, immagini, umori, schizzi di questo film mi si sono depositati meglio. Eppure non posso tralasciare la sensazione di sciattezza appena uscito dalla sala. La storia è quello che è: una didascalica messa in scena tragica di idee sull'uomo, sulla violenza e la convivenza che erano vecchie un secolo fa. Inoltre il meccanismo narrativo soffre oltremodo di una certa prevedibilità. Ma solitamente è proprio su impianti significanti così astratti e trame labili che Cronenberg costruisce il proprio peculiare percorso e universo di senso. La regia è tutto sommato buona, ma molto asciutta, chirurgica, a tratti cruda, ma priva dell' scabrosità, dell'insistenza dello sguardo distolto. Volendo già in Spider i temi della mutazione biologica, e del corpo come superficie, pellicola, da deformare si erano trasferiti ad un altro livello, diciamo, psichico, spirituale. Trasportare certa inquietudine da un piano viscerale e quello della tragedia greca potrebbe essere un passo avanti se conservasse, come in Spider, certa morbosità e certa viralità visiva. O almeno che non vada a sovrapporsi con modelli non solo già esistenti ma anche pienamente sviluppati con maturità. Mi riferisco alla nuova continguità di Cronenberg con il cinema di David Lynch. La dilatazione, la sospensione come elementi drammatici, il tema della normalità come patina da graffiare o osservare in trasparenza. una semplicità problematizzata, affrontata e scarnificata. La prima sequenza è magistrale in questo senso, con i due killer scazzati e terrificanti affogati in una temporalità infinita e insostenibile. Ma di esempi lynchiani ne troverei altri. Tanto mi sembra il debito che vedo alcuni elementi tipici cronenberghiani venire sviliti. La doppiezza è totalmente interiorizzata. O peggio ancora il fratello crudele non è che una macchietta. E infatti io vedo nelle interpretazioni degli attori un enorme limite. Una figura sfaccettata come quella del personaggio principale si avvale invece della solita maschera dell'inespressione spacciata per l'"inesprimibile". William Hurt è un buffone. Maria Bello è solo una gran scopata. Ed Harris se la cava alla grande invece, da carattere ad un personaggio piuttosto piatto di per sè.
 I
n generale odio tutto quel cinema dove tutto è ineluttabilmente teso ad una dimostrazione. Dove ogni cosa è spiegata dal significato o da un eventuale messaggio. Lo trovo molto supponente e provo la sensazione di esser preso, come spettatore, per cerebroleso.
E' vero però che rimangono di questo film delle scene memorabili. Ancora una sospensione, quella tra padre e figlio, in cui, nel silenzio e nello sguardo avviene il collasso soffocato tra vita e morte, passato e futuro. Ma soprattutto il violento rapporto sessuale tra Tom e la moglie sulle scale. Una scena meravigliosa, per tensione tra rabbia e passione, uomo e donna, uno scorcio sull'istinto di sopravvivenza tra il salotto e la camera da letto della provincia americana. La dissoluzione dell'istinto distruttivo attraverso la sublimazione sessuale, la trappola della riproduzione in cui la violenza si dissolve ed evapora. Solo il gesto della stessa mano che poco prima prendeva alla gola, acchiappava, impediva la fuga, ora, dopo, nel dopo primordiale, prova ad afferrare la caviglia di lei che se ne va, lasciandola andare, scivolando via impotente....beh solo quel gesto dice più di tutta la narrazione banale e prolissa del film intero.

postato da: il_vile | 31/12/2005 15:07 | commenti