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venerdì, agosto 27
Devi credere nelle dita!
Devi credere nei nervi!
Devi credere in questo!

postato da: giogiogio | 27/08/2004 09:35
| commenti (11)
sabato, agosto 14
E' nato un fantasma, e' femmina, ma dopo mezzanotte, sara' maschio. E cosi' ogni volta che rinascera'.
(UNO l'ho visto, UNO l'ho ascoltato e UNO l'ho letto)
Era un po' che non vedevo film italiani. Ad un certo punto mi mancavano. Vai a sapere perche'. Dopo mezzanotte di Davide Ferrario sembrava adatto a rompere il digiuno. Critiche compiaciute e un regista coraggioso che mi garantisce leggerezza ed eleganza senza ne' avvilire il prodotte ne' infarcirlo di sottotesti. All'entrata del cinema un ragazzo ne parla agli amici che devono ancora vederlo. Non posso non ascoltare. Tanto piu' che il tipo e' un perfetto freakkettone con la puzza sotto il naso che a tutta l'aria di voler farmi andare di traverso i 5 euro appena convertiti in poltrona centrale. "Un filmetto" dice "davvero fastidioso...una trama alla Jules et Jim trita e ritrita...il solito da registi italiani sfigati....una storia riciclata e se non mettono una sfilza di citazioni non sono contenti...." il tutto proferito con perfetta dizione nasale e vagamente checcoide. Ok, stronzo, vuoi vedere che invece anche stavolta mi sono scelto un capolavoro da andare a vedere alla faccia tua?! E' con questi propositi di rivalsa che le mie buone intenzioni si armavano di tutto punto. Ho massaggiato a lungo la pellicola in attesa del gong e intanto ripassavo mentalmente le caratteristiche di una buon film....Beh, lavoro inutile. Perche' "Dopo Mezzanotte" e' niente di piu' e niente di meno che un film inutile. Non che l'utilita' sia in effetti un requisito fondamentale, ma, sopratutto quando si fanno film del genere, vengono meno certe premesse sulla loro necessita'. Carino. Ben fatto. Una specie di Meraviglioso Mondo di Amelie. Appena appena meno meraviglioso, ma molto piu' circonflesso. Fermo restando che Jules et Jim non c'entra un fottuto cazzo, nonostante il tema del triangolo che cmq appartiene ad una altro migliaio di film muti precedenti il capolavoro di Truffaut a cui, con piu' probabilita' Ferrario fa riferimento....non posso dare tutti i torti all'amico freakkettone. Dopo mezzanotte pur davvero ben girato e dotato di un appeal ingegnoso, soffre dei due principali difetti del cinema giovane italiano. Ecco, vorrei magari parlare di questo: che ne pensate voi del cinema italiano in genere? Per quanto mi riguarda, nonostante quello che posso far intendere da queste prime righe, il mio giudizio e' non solo positivo, ma secondo me abbiamo il miglior cinema d'europa (maggior numero di registi premiati -tra Oscar,Cannes e via dicendo- in attivita', gioiellini esportati con successo come Respiro e Buongiorno, Notte e cinematografie locali vive ed emergenti come quella sarda e quella pugliese....ditemi: chi ha di meglio?). Pero' forse c'e' qualcosa che non va nel mercato. Le opere migliori escono fuori o da circoli molto ristretti o da autori molto affermati. Credo si faccia una fatica del diavolo a fare film. Solo cosi' si spiega la foga con cui la maggior parte dei film di autori promettenti finisce per avere delle ambizioni spropositate. Cogliere l'opportunita' (irripetibile, unica, rara?) per dire tutto. La propria visione del mondo, della generazione, del cinema. Un cinema fastidiosamente pedagogico, che vuole a tutti i costi spiegare se non i perche' e i percome, almeno il punto di vista dell'autore. E cio' a me risulta didascalico visto che considero di per se il cinema come la macchina di espressione del punto di vista. Manca il piacere di raccontare storie. Forse per non "sprecare" l'occasione, forse perche' la nostra cultura e' fondamentalmente umanista. Non saprei. In ogni caso, per raccontare una storia, non basta (caro Ferrario) una voce narrante, ma servirebbe forse una certa ingenuita' verso quello che si mostra. Secondo aspetto drammatico del nostro cinema e' la recitazione degli attori. Insopportabile. Qui le cause sono evidenti (lo spettro del palcoscenico e l'introito della fiction ruberanno altri volti al nostro cinema), ma non vanno sottovalutate. Io credo che non a caso per tanto tempo il neorealismo e' stato emblema della nostra cinematogrfia nazionale. Quei volti scolpiti, sporcati dalla (nostra) storia sono anni luce lontani dall'igenica piattezza di Pasotti. Dopo mezzanotte si perde, si scompone, inciampa continuamente e consapevolmente senza mai riuscire a centrare i movimenti profondi. Ma solo perche' non gli interessa. Vuole rimanere ai margini, godere dello scorrere della pellicola e dei capitomboli di Buster Keaton(a cui la protagonista femminile assomiglia vagamente). E' un film onesto perche' molto personale. Eppure sono convinto che esistono modi piu'sottili e meno violenti nei confronti del sacrificio della storia per raccontare il proprio amore per il cinema. Menzione per la colonna sonora. Merita di per se(su questo Ferrario non tradisce mai) tra Banda Ionica e Daniele Sepe, ma a mio modo di vedere l'utilizzo e' piuttosto discutibile.
Adesso e' venuto il momento di approfondire questo disco. Perche'? Perche' e' un disco importante. E' importante per la musica, si. Ma anche importante per Jeff Tweedy, per la sua storia personale. E' importante perche' viene dopo un disco meraviglioso. Ed e' importante per me, perche' dischi cosi' mi fanno bene al'anima. Non bisogna quindi fermarci alla domanda se sia meglio, peggio, conferma o meno di Yankee Foxtrot Hotel, ma piuttosto va assaporato di per se. Ho atteso che si schiudesse. E il fantasma e' nato. Reimmissione nel tempo di qualcosa che il suo tempo aveva esaurito. Ho duvuto aspettare di osservarlo da dentro. At least that's what you said parte come fosse un ultimo respiro. Ecco che i Big Star fanno capolino nella melodia sbilenca e la delicatezza prende sostanza fino a quella chitarra....cristo iddio santissimo....quella sferragliata e' quanto di piu' devastante una chitarra puo' fare fer invadere il vostro corpo, genitali compresi. Ma se restate ancora in piedi vale la pena proseguire. Perche' Hell is come e' la piu' bella canzone che Neil Young non ha mai scritto. Un dolcezza immensa al rintocco di ogni "come with me..." che sembra non finire mai...e io vorrei che non finisse mai. E invece finisce per lasciare il posto a quell'episodio interlocutorio che e' Spider. E qui ci fermiamo un attimo. Il disco si avvale della collaborazione e produzione del santone Jim O'Rourke. Di lui, si sa, non si puo' dir male. Per me pero'ha sempre rappresentato la ricerca della perfezione e la conseguente freddezza dei risultati, anche quelli piu' riusciti nei suoi lavori solisti, in gruppi o come produttore. La sua mano e' sempre ben riconoscibile. Diciamo pure che e' un po' matto. E pure un po' megalomane. Ma uno che ormai suona in pianta stabile nei Sonic Youth se lo puo' permettere. Comunque O'Rourke su A ghost is born pesa. In positivo e in negativo. Lo dico ora. Questo disco sfiora di un pelo, a mio parere, il capolavoro assoluto. Colpa e merito del buon Jim e di alcune ingenuita' di cui secondo me egli e' piu' che complice. Spiders infatti, terza canzone, dura piu' di dieci minuti. Per un gruppo che compone piccole gemme e' un azzardo. Come un azzardo e' strutturare la canzone come un alternarsi di rumorismi e di un ritornellone adolescenziale che pero' da'solidita' e punti di riferimento all'ascolto. Un pezzo che riesce ad essere meno estenuante di quanto rischiasse e che senza dubbio coinvolge, ma che lascia di gia' l'ascoltatore esausto e barcollante. Piu' avanti le canzoni ci sono e sono per gran parte delle grandi canzoni. Muzzle of bees e' cesellata con una grazia da far venire i brividi, Hummingbirds e' puro Beatles (forse troppo), molto fedeli allo stile-wilco Handshakedrugs e Wishfull thinking,geniale e sorprendente il rock 'n roll di I'm a wheel, meno riuscita ,secondo me,Coming in my back. Una segnalazione speciale per il mio gusto merita quel gioiellino di Theologians,intro di paino, basso favoloso e una melodia che e' il matrimonio perfetto tra (sempre loro) Beatles e Neil Young.Che pezzo della madonna! Vabbe'. Peccato che adesso arriva Less than you thinking, che, al contrario di quanto promette il titolo, sono quindici minuti di loop mandati a caso che stroncano pezzo che prometteva lacrime e, se non mandate avanti, vi consegnera' ad un oblio vegetativo fatto di noia e fastidio. Bella cazzata. Doppia cazzata visto che il pezzo al pezzo seguente (almeno fosse l'ultima, macche...)si arriva distrutti ed e' un peccato perche' The late greats ha tutt'altra presa, e' brillante e fresca quanto basta. Bisogna vedere se e' gia' troppo tardi. Per me no. A ghost is born, nonostante le sonore pippe a troppe mani, e' un disco di una bellezza straordinaria, disseminato di preziosita' trasparenti come lacrime, sottili e lucenti come granelli di sabbia, una geografia di percorsi infiniti e infiniti paesaggi. Tra i quali ci si imbatte anche in sconfinati deserti. Il mio consiglio e' solo di fare scorta d'acqua.
Sara' che dopo aver letto Palaniuchk pure gli ingredienti dell'idrolitina e' una lettura di uncerto spessore, ma qusto Middlesex mi e' piaciuto da morire. L'ho finito pochi minuti fa. Un mese e 600 pagine. Come dopo ogni lettura lunga mi dispiace un po'. Mimmanchera' Calliope. Calliope e' un ermafrodito che racconta la sua storia. Femmina prima e maschio poi. O forse, sempre, nessuno dei due. Calliope e' il futuro dell'uomo. Raccontare il libro sarebbe impresa proibitiva e gia' dirvi che e' un ermafrodito che racconta la sua storia vi mette fuori strada. Parte da lontano, lontanissimo. Dalla Grecia da cui vengono i nonni. La loro storia assurda. Eugenides gestisce il pericolo di questa assurdita' con una classe secondo me sopraffina. Leggendolo ho attraversato la storia d'America, la vita degli emigranti, le nozioni di medicina e di antropologia, senza neanche accorgermene. Perche' la storia di Calliope mi distrae. E' tutto racchiuso dentro di lei. Si perche' piu' che la storia di Calliope e' a storia, lunga, antica, di un cromosoma recessivo. La capacita' che ha Eugenides di rimanere sospeso tra la dilatazione di uno sfondo storico-biologico e l'intimita' dellla/del protagonista mi ha davvero stupito. Fallisce, ovviamente, quello che potrebbe essere frainteso come un tentativo di abolire il punto di vista, privando l'io narrante di una identita' di genere. Fallisce volontariamente. E' proprio attraverso il rapporto che vari livelli di io narrante allacciano con il lettore che avviene questa specie di miracolo di un racconto lucidamente storico iscritto in un'ottica estremamente soggettiva. Il lettore a cui piu' di una volta Calliope dal del tu, vive questo disorientamento continuo dovuto ai cambiamenti dell'identita' sessuale del protagonista, anche rispetto all'onniscenza del narratore che quei cambiamenti ha vissuto e vive sul proprio corpo. Assumendo lo sguardo di Callie, ne assumiamo non tanto la sua fisicita',quanto, attraverso il racconto doppiamente (temporalmente e sessualmente) differito, la sua corporeita' indefinita. Muoversi in questo impianto narrativo e' molto delicato per lo scrittore. Eugenides non cerca di differenziare una scrittura "femmina" da una scrittura "maschio" , ma anzi, attraverso uno stile limpido, e acuto quanto personale escogita una serie di botole determinanti per l'interpretazione univoca, ma scivolosa del lettore. Ne sono uscito vittima. Disorientato da come tutta l'ancestralita' dei presupposti del racconto riesca a risolversi in uno sguardo privato, senza privarsi ne' dell'affezione ne' dell'analisi, senza ridursi mai ne' all'una ne' all'altra. Lo dividerei in tre blocchi. La storia di Lefty e Desdemona, fratelli nella Grecia invasa dai Turchi, marito e moglie in America. Tutte le ovvieta' della storia, le cause che hanno gia' a forma delle loro conseguenze sono gestite con insolita intelligenza. Seconda parte e' dalla nascita di Calliope e la descrizione delle fortune e dei destini della sua famiglia nella quale Callie e' allevata come una ragazza e nessuno ancora puo' sapere. Poi, terza parte, la scoperta e la decisione di Callie di diventare Cal, di non essere privata di niente e di vivere tutto. Di vivere tutta la sua storia, inizata anni e anni prima, con un matrimonio sull'Oceano tra fratello e sorella, di vivere questa storia fino in fondo.
postato da: il_vile | 14/08/2004 18:43
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