[Le Machin-Truc]
qui ci sono tutte le cose che risultavano troppo lunghe per essere pubblicate su casaruben....una occasione per ...
 





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sabato, dicembre 25

A Teenage Symphony to God

Forse qualcuno si ricorda il racconto di Osvaldo Soriano "Il rigore piu' lungo del mondo". Beh, c'era un rigore, ma la partita veniva rinviata per una rissa. Si sarebbe ripreso all'indomani, da quel rigore. Bene, questa e' la storia della pbblicazione di un disco piu' lunga del mondo. Questa e' la storia di Smile.

Era il 1966. Il disco era pronto. Brian Wilson, il genietto di casa ha finito di comporre il seguito di Pet Sounds uscito solo pochi mesi prima e considerato unanimemente un capolavoro assoluto. L'attesa era enorme. Andare a rimestare nella storia degli artisti comporta un dispendio immenso di immaginazione. Insomma e' difficile anche solo provare a pensare alle facce di quei ragazzotti che pure erano democraticamente la maggioranza dei Beach Boys al primo ascolto della roba che il buon Brian aveva consegnato. "Tu sei matto" dissero. Guardacaso anche i discografici dissero qualcosa di simile. L'euforia per Pet Sounds aveva coinvolto tutti in una isteria da hit parade che non si fece scrupoli di dimenticare da dove questo successo venisse. Ovvero da quel ragazzetto dalla faccia seria col suo bel caschetto bruno e che odiava il surf. E invece di cavalcare l'onda si trattava. Metteteci che i residui di fiducia in se stesso del Brian furono affossati dalla competizione con i Beatles e l'uscita del mastodontico Sergent Pepper all'ascolto del quale, probabilmente il ragazzetto ci avra' messo una pietra sopra e avra' riposto Smile nel cassetto.Da li' depressione per il ragazzetto serio e declino vertiginoso dei Beach Boys che sprofondarono nell'usa e getta. Qualche pezzo fini' qui e la' nelle pubblicazioni successive(Good Vibrations su tutte), qualche esecuzione dal vivo (Leonard Bernstein sbalordito da Surf's Up...) e bootleg, versioni inedite non ufficiali....tutto insomma contribui' a edificare la leggenda. Smile era il disco di cui molti parlavano e che pochi avevano sentito. Era il disco di cui tutti avevano bisogno, senza saperlo. A teenage symphony to God. Cosi' l'aveva definito lo stesso Wilson. E' uscito ora, a 37 anni di distanza. Ed e'.... chevvelodicoaffa'? Una sinfonia di un adolescente a Dio. Descrizione perfetta. Delle intenzioni. Forse del risultato solo il Supremo potrebbe sentenziare se da Smile si sente lodato o schernito. Noi abbiamo solo un misero e lacunoso apparato uditivo. Per di piu', e per molti e' un problema che rasenta la sordita', esso e' profondamente radicato all'epoca dell'ascolto. Qualcuno potrebbe davvero permettersi di giudicare Smile rapportandolo alla nostra epoca? Beh, Dio non farebbe questo errore....Lasciamo stare Good Vibrations, Heroes and Villains e Surf's Up che gli angeli le sanno gia' a memoria e le strombazzano gia' da un bel po'. Ma le vertiginose avventure melodiche racchiuse in questi gioelli, sono delle montagne russe, scivoli nascosti, botole di estasi, scherzi d'amore, soffiare dietro alla gonna della vita, non davvero per sbirciare, ma per farla ridere un po'. Ridere. Personalmente quando ascolto Smile non posso far altro che ridere. Non mi era mai successo con un disco. Le armonie celesti di Our Prayer invadono dentro, ti fanno alzare il mento, Vegetables e' un'ammiccamento continuo di suoni e sapori, Wind Chimes ha quell'incedere barcollante di campane ubriache, In Blue Hawaii traduce un mantra da catacomba in giochi da spiaggia e poi Songs For Children e poi Cabin Essence e tutte....piccole sinfonie tascabili a Dio. Mi piace aggiungere quel "tascabili". Gli da' una nuova prosaicita', o forse invece proprio una nuova aura di immaterialita', di spot televisivo, di ingranaggio minuscolo e macchingegno, microelettronica da passeggio...piccole sinfonie tascabili che sono per tutti, e per tutti i momenti,per rinfrescare la vita o semplicemente un pomeriggio.

A guardarlo ora Brian Wilson sembra un signore benestante americano coi suoi bei barbecue alle spalle a girare hamburger, coi capelli unti e tirati all'indietro. A volte indossa camice hawaiane. Pero' sorride sempre. Smile esce solo oggi. Non potra' cambiare nulla. Altri hanno scritto quello che c'era da scrivere. Eppure il ragazzetto serio che odiava il surf si e' trasformato in un gentile impomatato sorridente con camicia oscena. Lo vorrei incontrare oggi Brian Wilson? si certo, un incotro non si nega a nessuno. E cosa gli direi? Beh gli direi che a me Smile ha cambiato la vita. Lui, come il portiere El Gato Diaz nel racconto di Soriano al ragazzino che gli segna un rigore quando lui e' a fine carriera, dira': "Ragazzo, un giorno andrai in giro dicendo che Smile e' un capolavoro. Ma nessuno ti credera'."

postato da: il_vile | 25/12/2004 20:16 | commenti (1)

domenica, dicembre 19

Vilipendio: PLAYLIST2004

Alcune considerazioni iniziali. Spero non ci sia bisogno di precisare le (non)pretese di operazioni di questo tipo, che comunque sono chiaramente delle degenerazioni di per se'. Ad ogni modo questo e' ne' piu' ne meno che quello che riesco a mettere in colonna se penso alla musica che ho ascoltato nel 2004. Faccio ammenda di certo protagonismo che porta a "imporre" i propri gusti in una forma standard (quella della hit, per intenderci) che pero' appartiene di diritto al mondo della musica pop-rock. Prometto di rimediare con ampie dosi di autoironia altrove, con una analisi del fenomeno socio-psicologico che porta un ragazzo a dover legittimare un consumo smodato di beni immateriali autoarrogandosi pieni poteri(e spazi) nel poter esternare i suoi giudizi. Chiedo scusa per lo spazio esagerato che occupo, ma mi piace da matti postare le copertine dei dischi (piu' per feticismo visivo, che per motivi suddetti).

Dalla classifica sono stati esclusi due lavori. Uno per rigor di logica e' uscito nel 2003 ma solo quest'anno in Italia (Broken Social Scene) e si sarebbe piazzato quantomeno in seconda piazza. L'altro non e' ascrivibile a questo contesto storico e musicale in quanto scritto e composto 37 anni fa, ma pubblicato solo oggi, ma e' escluso sopratutto per manifesta superiorita' (Brian Wilson - Smile) che merita un discorso a parte.

E nonostante cio', e alla faccia dei disfattisti, la giudico un'annata davvero ottima, sopratutto per quanto riguarda le conferme.

Favorite.

01. Wilco - A Ghost Is Born

02. Franz Ferdinand - s/t

03. Elliott Smith - From a Basement On the Hill

04. Interpol - Anitcs

05. Nick Cave and The Bad Seeds - Abattoir Blues/the Lyre of Orpheus

06. Blood Brothers - Crimes

07. Modest Mouse - Good News For People Who Loves Bad News

08. Sonoc Youth - Nurse

09. Oneida - Secret Wars

10. Arcade Fire - Funeral

11. Animal Collective - Sungs Tongs

12. Sophia -People Are Like Seasons

13. Bjork - Medulla

14. Sondre Lerche - Two Way Monologue

15. Devendra Banhart - Rejocing the Hands

postato da: il_vile | 19/12/2004 13:52 | commenti (14)