[Le Machin-Truc]
qui ci sono tutte le cose che risultavano troppo lunghe per essere pubblicate su casaruben....una occasione per ...
 





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venerdì, gennaio 14

PIU' AGGHIACCIANTE DI....PIU' TERRIFICANTE DI....PIU' SPAVENTOSO DI....
  The Grudge, dunque. Si e' una esperienza aggiacciante. Di una pena e pochezza aggiacciante.
Ora, ovviamente nel riportare il mio parere su di un film horror, cosa che faccio di rado, bisogna scindere il suo valore cinematografico, dal suo potenziale "de paura".  Che qualcuno abbia provato spavento o inquietudine puo' venire da diversi fattori, trattandosi di un sentimento molto intimo, che ha delle corde profonde e personali.  Bisogna pero' presupporre che per quanto riguarda il cinema, si possa parlare di differenze qualitative tra paura e paura.
La premessa mi e' parsa necessaria visto che, come ho detto, non sono avvezzo al genere, ma sopratutto allo scriverne.
Passiamo al film.  Se da un punto di vista delle riprese, come artigianalita' cinematografica, si rivela decisamente buono, nella scelta delle inquadrature e nella costruzione dell'immagine, nel non esser mai sopra le righe e contenere un certo virtuosismo che si presta particolarmente al genere, in favore di una lettura scorrevole, anche se con abuso di una certa retorica di figure stilistiche, la vera tragedia del film sta in una sceneggiatura completamente insulsa.  The Grudge non riesce davvero mai ad andare oltre alla storiellina un po' inquietante, di quelle che ci si racconta in nottate davanti ad un camino e la torcia puntata in faccia. Si parla di una casa maledetta dalle storie tragiche che vi sono accadute. Dov'e' la caratterizzazione del luogo? dov'e' la costruzione semantica di questo luogo, il vero fattore di inquietudine? La casa non mai niente piu' che un insieme di tre stanze, corridoio e scale percorse e ripercorse, solcate e risolcate, con le medesime inquadrature, col solo risultato di azzerarne l'effetto straniante in favore di una familiarita' quasi rassicurante. Piu' qualche anfratto che rimane per lo piu' inesplorato. Ed ecco che gia' il mio desiderio di vedere/non-vedere, di esplorare ad occhi chiusi viene frustrato. Una possibilita' mandata all'aria, con riprese generiche sempre dietro ai personaggio e alla storiella, declinando il resto (maledizione compresa) al contorno. Stesso discorso per quanto riguarda i personaggi. Ora, la Gellar e' imbarazzante. Ottima invece la prova, anche se sempre nello stesso personaggio di cui sta diventando un vero caratterista del genere Belloccio Chemuore, in una delle sue prove migliori e riconoscibilissimo fin dalle prime inquadrature. Perche', secondo sto film, io dovrei temere per la sorte di persone a cui non ho avuto modo di affezionarmi? Non esiste alcun tipo di lavoro sul personaggio. Il concetto di suspance viene esplorato in tutte le sue forme quando si tratta di aprire una cazzo di porta (migliaia di porte che si aprono: abuso di una figura retorica) prolungato all'infinito, quando si tratta invece di un piu' sofisticato lavoro di sceneggiatura, appaiono falle gigantesche. L'impersonalita' dei due giovini non li rende meno evanescenti dei mostri che combattono. Non c'e' un vero salto nell'ultraterreno, non funziona il contrasto con un mondo "altro". Le figurette che dovrebbero far paura, ovvero bambino che sgrana gli occhi e emette gemiti felini, donna affetta da irsutsmo dilagante e artrosi cronica che fa scherzi telefonici ruttando nella cornetta, una mandibola, elemento splatter di passaggio, che sembra aggiunto dopo (cazzo ci siamo dimenticati l'elemento splatter! cazzo si, e' vero! t'avanza mica una mandibola?).  Bill Pullman (era lui?) visibilmente ubriaco durante le riprese offre una prestazione attoriale perfettamente funzionale nel suscitare nello spettatore la piu' terrificante delle domande: "ma che cazz...?". Davvero non vedo quale apporto al cinema "de paura" puo' apportare un film, dove circola per tutto il tempo un gatto nero (perche'?), dove riconosci qual'e' il detective dal fatto che porta l'impermeabile, dove uno che si suicida allo spiaccicarsi al suolo assume una posa da imbecille. Non dovesse bastare io vi sconsiglio di andare a vedere al cinema, a Roma, un film in cui uno dei personaggi viene chiamato detective Nacagawa....

postato da: il_vile | 14/01/2005 15:04 | commenti (6)

sabato, gennaio 08

   - Dell'Italia non salverebbe proprio nulla?

  - Ciprì e Maresco.

postato da: giogiogio | 08/01/2005 17:44 | commenti (5)

giovedì, gennaio 06

Per quanto mi riguarda nel 2004 c'e' stato poco cinema. Eppero' quello che c'e' stato mi basta, se non per fare le famose classifichine, almeno per provare a pensare a cosa mi portero' dentro di quest'anno di cinema. Replico l'uso delle copertine della classifica cd con le locandine, ma non e' la stessa cosa. Linkerei per quei film di cui sono riuscito a fare una recensione e appena mi spiegano come si fa il link su un'immagine lo faccio di sicuro. Ovviamente l'ordine e' puramente casuale. E sopratutto sarebbe carino sapere quali sono stati i vostri film dell'anno appena passato e se me ne sono scordato qualcuno.....

      

   

   

E poi quelli che per un motivo o per l'altro proprio non sono riuscito a digerire:

     

postato da: il_vile | 06/01/2005 12:51 | commenti (12)